Castello di Carimate Dossier storico · MCCCXLV
Documentazione d'archivio

Storia e architettura del Castello di Carimate dal 1345

Dossier storico

Alle porte di Carimate, in provincia di Como, sorge un edificio le cui fondamenta più antiche risalgono al 1149.

Per ricostruire la storia del Castello di Carimate e l'architettura del Castello di Carimate, occorre distinguere la ricostruzione dinastica dagli elementi ancora visibili nella struttura, a partire da fonti storiche ed editoriali, incluso l'articolo dedicato dell'enciclopedia libera italiana.

Distrutto nel corso dei conflitti tra Como e Milano per il controllo delle vie commerciali della pianura padana, il sito fu ricostruito nel 1345 su incarico della famiglia Visconti e ha attraversato da allora oltre sei secoli di storia lombarda, cambiando funzione più volte: da presidio difensivo a residenza di caccia, da tenuta agricola a spazio per eventi.

Il fronte del Castello di Carimate, con la torre angolare in mattoni e le finestre bifore del piano nobile
Foto: Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0 – ridimensionata.

Planimetria storica interattiva

Il complesso Visconteo e Il Torchio, ricostruiti in tre dimensioni.

45°42'10"N 9°06'55"E

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Cronache del castello

Storia del Castello di Carimate: la ricostruzione sotto i Visconti

Il primo insediamento fortificato sul sito, risalente al 1149, sorgeva lungo la strada che collegava Milano a Como e proseguiva verso la Svizzera: una posizione strategica che lo rendeva un obiettivo diretto nei conflitti ricorrenti con cui i due comuni si contendevano il controllo dei traffici tessili della regione, il più prolungato dei quali è ricordato come guerra decennale. La struttura originaria non sopravvisse a quegli scontri.

Il feudo passò nel 1345 alla famiglia Visconti, signori di Milano, e fu Luchino I Visconti a volerne la ricostruzione. Il nuovo edificio non ripropose la funzione puramente militare del precedente: pur restando parte della rete difensiva a nord di Milano, fu concepito soprattutto come residenza per la caccia e la villeggiatura, un uso che si riflette nell'assenza iniziale di fossato e fortificazioni vere e proprie. Questi elementi furono aggiunti solo in un secondo momento: le fortificazioni sotto Bernabò Visconti, il fossato e il ponte levatoio sotto Caterina Visconti. Questo passaggio della storia del Castello di Carimate mostra come il ruolo dell'edificio sia mutato nel tempo insieme agli equilibri di potere della famiglia.

Nel 1400 la proprietà passò dal ramo Visconti principale al ramo Aicardi, che nel 1415 ottenne da Filippo Maria Visconti il diritto di utilizzarne stemma e cognome. Un ulteriore passaggio, nel 1434, portò il feudo a Giorgio Aicardi, detto Scaramuzza: un tentativo, da parte di Filippo Maria Visconti, di mantenere la proprietà all'interno della cerchia familiare allargata prima che il dominio su Milano passasse agli Sforza. Nella successione dai Visconti agli Sforza, proprietà e alleanze familiari finirono così per coincidere.

Il matrimonio imperiale del 1493

Già nel Quattrocento il castello godeva di una reputazione tale da essere scelto come cornice per un evento dinastico di primo piano: nel 1493 vi si tenne il corteo nuziale di Bianca Maria Sforza, sorella del duca di Milano, in occasione delle nozze con Massimiliano I d'Asburgo, allora re dei Romani del Sacro Romano Impero. Quelle nozze rientravano in un’accorta politica matrimoniale, attraverso la quale gli Asburgo estesero la propria influenza in Europa. Massimiliano tornò a soggiornare al castello in occasioni successive, incluso un soggiorno di caccia del 1496 durato una settimana.

L'architettura del complesso

L'impianto gotico originario è riconoscibile nel blocco principale a pianta quadrata, affiancato dalla torre in mattoni nell'angolo sud-ovest. Nel corso dell'Ottocento il complesso fu oggetto di restauri e aggiunte in stile romantico, tra cui Il Torchio, il corpo di fabbrica che ospitò le scuderie e l'azienda agricola della tenuta prima di diventare centro civico.

L'architettura del Castello di Carimate unisce così il nucleo gotico trecentesco e le aggiunte romantiche ottocentesche. Elementi tipici dell'architettura castellana medievale, come la merlatura difensiva e le finestre bifore del secondo piano, restano ben visibili nella struttura. L'accesso al cortile interno avviene tramite il ponte levatoio, attorno al quale corrono i portici che un tempo collegavano ambienti con funzioni distinte, tra cui Sala Nobili e Sala Merlate, ancora riconoscibili per caratteri e decorazioni differenti.

Il Castello di Carimate e la musica

Il complesso ha anche una storia musicale poco nota fuori dagli ambienti discografici. Tra il 1977 e il 1987, all'interno del castello furono attivi gli Stone Castle Studios, uno studio di registrazione voluto da Antonio Casetta, discografico legato a Bluebell e Produttori Associati, convinto che l'atmosfera del luogo favorisse la concentrazione creativa degli artisti. Vi furono incisi album di rilievo della musica italiana, tra cui:

  • «Come è profondo il mare» di Lucio Dalla
  • «Un gelato al limon» di Paolo Conte
  • «Sono solo canzonette» di Edoardo Bennato
  • «Crêuza de mä» di Fabrizio De André
  • parti di «Nero a metà» di Pino Daniele

Lo studio ospitò anche una produzione internazionale: nel 1987 la band britannica Yes vi registrò l'album «Big Generator». Il nome di un altro grande chitarrista dell'epoca, Jimi Hendrix, non è direttamente legato al castello. La sua eredità musicale resta però così diffusa da comparire ancora oggi nei contesti più diversi, incluse le slot a tema che ne propongono i brani come sottofondo.

Gli Stone Castle Studios, attivi all'interno del castello tra il 1977 e il 1987.

Il Novecento: dalla tenuta al parco residenziale

Il decennio discografico si inserisce in una trasformazione più ampia, che nel Novecento cambiò mestiere all'intero paesaggio attorno al castello. Fino alla metà del secolo il complesso era il centro di una tenuta: boschi, cascine e terreni coltivati, con l'azienda agricola della proprietà operativa fino agli anni Sessanta nel corpo di fabbrica noto come Il Torchio. Nel 1955 la baronessa Arnaboldi vendette castello e parco a una società immobiliare, e i sessanta ettari di bosco divennero il supporto di un progetto da circa quattrocento ville, accompagnate dal campo da golf fondato nel 1962.

Il vincolo che accompagnava l'operazione spiega il paesaggio attuale meglio del numero di ville: nessuna costruzione doveva superare in altezza la vegetazione circostante, ed è la ragione per cui l'area si legge ancora come un bosco con delle case dentro anziché come un quartiere alberato. Il passaggio dalla tenuta agricola al parco residenziale inserì Carimate in una trasformazione diffusa nella Brianza comasca, dove ville e nuclei storici acquisivano una seconda economia.

Alla perdita della funzione agricola Il Torchio sopravvisse in modo indiretto: ridotto a rudere, fu recuperato per iniziativa di Carlo Orlandini con il coinvolgimento della comunità del paese, e inaugurato come centro civico il 1° maggio 1982. Fu così che un rudere divenne il centro civico del paese. Il recupero appartiene alla stessa trama di trasformazioni dinastiche, architettoniche ed economiche che ha cambiato più volte l'uso del complesso.

Codice degli archivi

Cronologia in breve

1149

Fondazione originaria

Le fondamenta più antiche del sito, lungo la strada tra Milano e Como.

XIII sec.

Distrutto nei conflitti Como–Milano

La struttura originaria non sopravvive alla guerra per il controllo dei traffici tessili.

1345

Ricostruzione voluta dai Visconti

Luchino I Visconti la fa riedificare, più come residenza di caccia che come presidio militare.

1400–1434

Il feudo passa agli Aicardi

Il ramo Aicardi ottiene il feudo e, nel 1415, il diritto di usarne stemma e cognome.

1493

Nozze imperiali

Vi si tiene il corteo nuziale di Bianca Maria Sforza prima delle nozze con Massimiliano I d’Asburgo.

Ottocento

Nasce Il Torchio

Restauri in stile romantico aggiungono il corpo di fabbrica, un tempo scuderie e azienda agricola.

1977–1987

Gli Stone Castle Studios

Uno studio di registrazione attivo nel complesso: vi incidono Lucio Dalla, Paolo Conte, Fabrizio De André e, nel 1987, gli Yes.

Domande frequenti

In che anno fu ricostruito il Castello di Carimate?

Nel 1345, per volontà di Luchino I Visconti, sui resti di una struttura difensiva le cui fondamenta risalivano al 1149.

Perché il primo insediamento del 1149 fu distrutto?

Sorgeva lungo la strada che collegava Milano a Como verso la Svizzera, una posizione strategica che lo rendeva un obiettivo diretto nei conflitti tra i due comuni per il controllo dei traffici tessili. La struttura originaria non sopravvisse a quegli scontri.

Che funzione aveva il castello ricostruito dai Visconti?

Non era un presidio puramente militare. Pur restando parte della rete difensiva a nord di Milano, fu concepito soprattutto come residenza per la caccia e la villeggiatura, come mostra l'assenza iniziale di fossato e fortificazioni.

Quando furono aggiunti il fossato e il ponte levatoio?

In un secondo momento: le fortificazioni sotto Bernabò Visconti, il fossato e il ponte levatoio sotto Caterina Visconti, a testimonianza di come il ruolo del castello sia mutato nel tempo.

Come passò la proprietà dai Visconti agli Aicardi?

Nel 1400 il feudo passò al ramo Aicardi, che nel 1415 ottenne da Filippo Maria Visconti il diritto di usarne stemma e cognome. Nel 1434 arrivò a Giorgio Aicardi, detto Scaramuzza.

Che evento dinastico ospitò il castello nel 1493?

Il corteo nuziale di Bianca Maria Sforza, sorella del duca di Milano, per le nozze con Massimiliano I d'Asburgo, allora re dei Romani del Sacro Romano Impero.

Massimiliano I tornò al castello dopo il 1493?

Sì, in occasioni successive, incluso un soggiorno di caccia del 1496 durato una settimana.

Quali elementi dell'architettura gotica originaria sono ancora visibili?

Il blocco principale a pianta quadrata e la torre in mattoni nell'angolo sud-ovest, insieme alla merlatura difensiva e alle finestre bifore del secondo piano.

Che cos'è Il Torchio?

Un corpo di fabbrica aggiunto nell'Ottocento durante i restauri in stile romantico, un tempo sede delle scuderie e dell'azienda agricola della tenuta.

Quali album furono registrati negli Stone Castle Studios?

Tra il 1977 e il 1987 vi furono incisi album come «Come è profondo il mare» di Lucio Dalla, «Un gelato al limon» di Paolo Conte, «Crêuza de mä» di Fabrizio De André e, nel 1987, «Big Generator» degli Yes.

Il castello è visitabile?

Sì: il complesso è oggi una struttura ricettiva attiva che ospita soggiorni ed eventi tramite la propria gestione.

Cosa rappresenta la mappa isometrica del castello?

Una pianta stilizzata dei tre ambienti storici principali: Sala Nobili, Sala Merlate e Il Torchio, disposti secondo i rispettivi rapporti all’interno del complesso.