Approfondimenti sul Castello di Carimate
Vicende dinastiche, architettura, musica e trasformazioni del territorio
Il castello che si vede oggi non coincide con quello ricostruito nel 1345: nel restauro del 1874 l'altezza di una delle torri fu quasi raddoppiata, e i merli furono rifatti come segno visivo del carattere medievale dell'edificio. L'aspetto attuale sovrappone quindi strutture trecentesche e interventi ottocenteschi che rispondevano a funzioni diverse.
Successione feudale, strutture, tenuta agricola e studi di registrazione si toccano in più punti. La successione feudale dice perché l'edificio fu ricostruito come residenza e non come rocca, che è la premessa di ogni domanda sulle sue strutture. Le strutture, a loro volta, portano il segno di un cantiere ottocentesco, e i restauri di un complesso come questo erano pagati dalle rendite delle cascine e dei coltivi attorno. Quelle rendite sono la tenuta, che nel 1955 fu venduta e trasformata, lasciando il castello privo dell'economia che per secoli lo aveva mantenuto. È in quel vuoto che si colloca il decennio degli studi di registrazione: un uso che nessuna delle fasi precedenti avrebbe potuto prevedere, e che fu possibile perché l'edificio era rimasto senza mestiere.
La datazione degli elementi visibili è il primo problema: quanto di ciò che appare medievale lo è davvero, dato che il cantiere ottocentesco diretto da Ercole Balossi Merlo ridefinì il profilo dell'edificio e buona parte della merlatura da cui una delle sale prende il nome. Anche la sequenza delle funzioni è meno lineare di quanto sembri: l'impianto del 1345 nacque come residenza di caccia, le difese furono aggiunte dopo, e il fossato che oggi definisce l'immagine del castello è più tardo di entrambi.
La successione dai Visconti agli Sforza accompagna la trasformazione del castello da presidio a residenza. All'interno, Sala Nobili e Sala Merlate conservano rispettivamente la memoria della rappresentanza signorile e delle difese; sul lato opposto del cortile, Il Torchio fu il fulcro operativo della tenuta agricola prima di diventare centro civico.
La successione feudale, dal Trecento al 1496
La successione dei proprietari riflette il contesto politico di ogni passaggio. Nel 1345 Luchino I Visconti rialzò l'edificio sul sedime di una struttura difensiva attestata dal 1149 e distrutta nei conflitti fra Como e Milano, cambiandone però la destinazione: non più un presidio, ma una residenza per la caccia e la villeggiatura.
Nel 1415 Filippo Maria Visconti concesse il castello, e insieme il proprio cognome, a Domenico Aicardi, che aveva rivelato una congiura ordita contro il duca; la linea che ne discese tenne il feudo fino al 1795. Nel 1493 il corteo nuziale di Bianca Maria Sforza passò da Carimate; tre anni dopo Massimiliano d'Asburgo vi trascorse sette giorni.
- Il 1493: il matrimonio con cui il Moro comprò un ducato
Il corteo nuziale di Bianca Maria Sforza e Massimiliano d'Asburgo del 1493, la dote da trecentomila ducati e l'investitura ottenuta da Ludovico il Moro.
- Da presidio a residenza: il castello nel Trecento
Perché la ricostruzione del 1345 non ripropose la funzione militare dell'edificio, e come il castello passò da presidio a residenza di caccia nel Trecento.
- La sosta di Massimiliano al castello nel 1496
Nel 1496, diretto a Pisa, Massimiliano d'Asburgo si fermò sette giorni al Castello di Carimate cacciando cervi nei boschi: che cosa racconta quella sosta.
- Gli Aicardi: la famiglia pagata con un cognome
Come nel Quattrocento gli Aicardi ottennero il castello di Carimate insieme al cognome e all'insegna dei Visconti, e come quel feudo resse fino al 1795.
Strutture e ambienti dell'edificio
Il fossato e il ponte levatoio non appartengono al progetto del 1345, ma a una fase successiva aperta da Caterina Visconti, una quarantina d'anni più tardi e dopo le fortificazioni volute da Bernabò. Il blocco quadrato organizzato attorno al cortile centrale, con la torre in mattoni staccata all'angolo sud-ovest, nacque senza di loro.
Nel cantiere del 1874 Ercole Balossi Merlo raddoppiò quasi l'altezza della torre di sinistra: la sagoma attuale non ne restituisce quindi la quota originaria, benché il restauro si appoggiasse anche all'affresco absidale di Santa Maria dell'Albero, che ritraeva il complesso nel Cinquecento. Sala Nobili e Sala Merlate conservano invece nei propri nomi la memoria della rappresentanza signorile e della difesa.
- Torre e merlatura: quanto del castello è del 1874
Torre angolare, merlature e aspetto gotico del Castello di Carimate: che cosa risale al Trecento e che cosa al restauro neogotico di Ercole Balossi Merlo.
- Sala Nobili e Sala Merlate: due idee di castello
Confronto fra le due sale storiche del Castello di Carimate: una prende il nome da una funzione di rappresentanza, l'altra da un elemento difensivo medievale.
- Il fossato e il ponte levatoio del castello di Carimate
Il fossato e il ponte levatoio del castello di Carimate, aggiunti sotto Caterina Visconti dopo le prime fortificazioni volute da Bernabò Visconti a Milano.
La tenuta, il paese e il territorio
Fuori dalle mura, i terreni della tenuta mantennero il castello per secoli. Il punto di rottura arrivò nel 1955, quando la famiglia Arnaboldi vendette castello e parco alla Società Generale Immobiliare di Roma: sui sessanta ettari di bosco sorsero circa quattrocento ville e un campo da golf, con il vincolo che nessuna costruzione superasse in altezza la vegetazione circostante; l'azienda agricola, ospitata nel fabbricato de Il Torchio, restò attiva fino agli anni Sessanta.
Il recupero de Il Torchio diede una seconda funzione al fabbricato agricolo: l'ex complesso delle scuderie, ridotto a rudere, fu inaugurato come centro civico il 1° maggio 1982 dopo un cantiere sostenuto dal paese. Il golf di Carimate, fondato nel 1962, si inserì in una tradizione territoriale che comprendeva già quello di Villa d'Este a Montorfano, aperto nel 1926. Nella Brianza comasca, molti nuclei storici sopravvissero alla fine della villeggiatura soltanto quando trovarono un uso nuovo prima del collasso strutturale.
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Come la tenuta agricola del Castello di Carimate lasciò il posto, a partire dal 1955, a un parco residenziale di circa quattrocento ville e a un campo da golf.
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Il recupero de Il Torchio, ex scuderie del Castello di Carimate: dal degrado degli anni Sessanta all'inaugurazione del 1° maggio 1982 grazie alla comunità.
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Ville, tenute e nuclei storici della Brianza comasca: perché gli edifici sopravvissuti sono quelli che hanno cambiato mestiere, e il caso di Carimate.
Il decennio degli Stone Castle Studios
Nel 1976 il discografico Antonio Casetta acquistò il castello e l'anno successivo ne fece uno studio di registrazione residenziale, attivo fino al 1987: chi lavorava dormiva sul posto, e la struttura offriva proprio quell'assenza di vincoli di orario che una sala di città non poteva garantire. Gli ambienti furono realizzati da Eastlake Audio, e i banchi Cadac installati qui furono i primi in Italia con un sistema di automazione del mix.
La mixing room occupava il teatro privato del castello, oggi sala del ristorante. Casetta promosse il progetto anche attraverso inserzioni su «Billboard», mentre gli artisti incisero a Carimate una parte riconoscibile della musica italiana di quel decennio. Il credito più citato all'estero, «Big Generator» degli Yes, deve però al castello meno di quanto molte citazioni lascino intendere.
- Il teatrino del castello: da teatro a mixing room
Il teatro privato del Castello di Carimate ospitò la mixing room degli Stone Castle Studios, allestita da Eastlake Audio. Oggi è la sala del ristorante.
- Stone Castle Studios: lo studio senza orologio
Gli Stone Castle Studios al Castello di Carimate, dal 1977 al 1987: l'idea di Antonio Casetta di far vivere artisti e tecnici senza vincoli di orario.
- «Big Generator»: il disco degli Yes nato a Carimate
Gli Yes iniziarono a Carimate l'album Big Generator nel 1985, ma le sessioni si spostarono a Londra e si chiusero a Los Angeles nel 1987: la vicenda completa.
Domande frequenti
Quali fasi storiche collegano i temi raccolti?
La successione feudale accompagna il passaggio da presidio a residenza di caccia, le nozze del 1493 e la sosta di Massimiliano I nel 1496; il restauro del 1874 spiega invece parte dell'aspetto visibile oggi.
Quanto della sagoma attuale è trecentesco?
Il blocco principale e la torre angolare appartengono all'impianto del 1345; nel 1874 la torre fu quasi raddoppiata in altezza e la merlatura venne ridefinita dal cantiere ottocentesco.
Quanto valeva la dote del matrimonio del 1493?
Le fonti riportano trecentomila ducati effettivi, quattrocentomila denunciati per ragioni di prestigio, più centomila di tassa d'investitura.
Che cosa è rimasto della tenuta agricola?
Dal 1955 il bosco della tenuta lasciò il posto a un parco residenziale di circa quattrocento piccole ville e a un campo da golf. Delle strutture di servizio restano le ex scuderie ottocentesche, recuperate dal paese e inaugurate come centro civico il 1° maggio 1982.
Perché un castello ospitò uno studio di registrazione?
Fra il 1977 e il 1987 Antonio Casetta vi trasferì gli Stone Castle Studios sull'idea di far vivere artisti e tecnici sul posto, senza vincoli di orario. Gli ambienti furono realizzati da Eastlake Audio e la mixing room occupò il teatro privato, oggi sala del ristorante.
Il castello si può visitare?
Il complesso è oggi una struttura ricettiva attiva che ospita soggiorni ed eventi tramite la propria gestione.