Castello di Carimate Dossier storico · MCCCXLV
Edifici storici e territorio

Il Torchio di Carimate: dalla funzione agricola al centro culturale

Il Torchio come centro culturale, da fulcro agricolo a spazio per la comunità

Il Torchio e il Castello di Carimate sorgono l'uno di fronte all'altro, ma hanno storie e architetture distinte. Mentre il blocco principale del castello conserva l'impianto gotico legato alla ricostruzione viscontea del 1345, Il Torchio nacque come complesso delle scuderie durante i restauri e le aggiunte ottocentesche. La distanza di pochi metri separava quindi due funzioni: nel castello si concentravano gli ambienti della residenza, nel fabbricato antistante il lavoro necessario alla tenuta.

Il blocco principale del Castello di Carimate; Il Torchio è il corpo di fabbrica ottocentesco che gli sorge di fronte
Il castello visto dall'esterno. L'edificio antistante appartiene allo stesso complesso storico, ma rimane distinto. Foto: StefanoPorta67, CC BY-SA 4.0 – ridimensionata.

Origini e architettura rurale

Il nome deriva dal torchio usato per la pigiatura dell'uva, un tempo collocato sotto i portici. Gli stessi spazi ospitavano botteghe e officine meccaniche al servizio dell'azienda agricola. Il complesso comprendeva anche stalle e locali di servizio: attività produttive e manutenzione restavano così separate dalla dimora signorile, pur appartenendo alla stessa tenuta. Non si trattava dunque di una dipendenza ornamentale del castello, ma del luogo in cui si svolgevano mansioni quotidiane precise. Sotto lo stesso tetto si svolgevano la trasformazione dei prodotti, la cura degli attrezzi e il ricovero degli animali.

Il rapporto tra Il Torchio e il Castello di Carimate si comprende anche dalla diversa durata dei loro usi. Il fabbricato rurale rimase in attività più a lungo della funzione residenziale originaria del castello. Finché l'azienda agricola continuò a lavorare, portici e locali di servizio conservarono uno scopo immediato. Il nome sopravvissuto fino a oggi registra proprio quell'uso: non un richiamo araldico o dinastico, ma l'attrezzatura che si trovava sotto le arcate.

L'azienda agricola e la trasformazione fondiaria

L'azienda agricola rimase nel Torchio fino agli anni Sessanta del Novecento. La svolta arrivò nel 1955, quando la vicenda proprietaria del castello cambiò direzione: la baronessa Arnaboldi vendette il castello e il parco alla Società Generale Immobiliare di Roma. L'operazione non riguardò soltanto gli edifici. I sessanta ettari di bosco furono interessati da un progetto di circa quattrocento ville e dal campo da golf fondato nel 1962.

Per alcuni anni la vecchia e la nuova destinazione convissero. L'azienda agricola continuò a usare il fabbricato, mentre attorno prendevano forma il quartiere residenziale e il percorso sportivo. Entro gli anni Sessanta, però, venne meno la tenuta che aveva sostenuto quelle attività. Scuderie, botteghe e officine perdevano insieme la ragione pratica che le aveva mantenute in funzione: non era cambiato soltanto il proprietario, era cambiata l'organizzazione del territorio a cui l'edificio serviva.

Il Torchio come centro culturale: deterioramento e recupero

Persa la funzione agricola, la mancata manutenzione portò l'edificio a un forte deterioramento, fino alle condizioni di rudere. Carlo Orlandini si interessò al recupero, ma non disponeva da solo delle risorse necessarie. L'intervento fu portato a termine con il coinvolgimento della comunità di Carimate. È così che il Torchio divenne un centro civico, inaugurato il 1° maggio 1982. Il Torchio come centro culturale entrò così nella vita pubblica del paese con una funzione nuova rispetto a quella agricola.

Fra la cessazione dell'attività agricola e quella data l'edificio attraversò quindi due passaggi distinti: prima perse l'uso che ne giustificava la manutenzione, poi ne acquistò uno nuovo. Il recupero non cercò di riattivare scuderie e officine, ma adattò il complesso a una funzione richiesta dal paese. È questa continuità d'uso, pur con uno scopo completamente diverso, a collocare l'edificio fra gli edifici storici della Brianza che cambiarono funzione nel secondo dopoguerra.

Funzioni civiche e attività culturali a Carimate

Dal 1982 il salone civico ospita consigli comunali, mostre e concerti; gli spazi esterni sono usati per fiere, mercatini e altri eventi pubblici che richiedono superfici più ampie. Interno ed esterno rispondono così a necessità diverse: il salone offre uno spazio coperto per le sedute e le iniziative culturali, mentre la piazzetta consente di estendere le manifestazioni fuori dall'edificio.

Nel 2026, la gestione delle attività pubbliche ha delineato la differente destinazione d'uso degli spazi esterni e dei locali coperti. La rassegna letteraria «Un castello di libri», organizzata dal Comune di Carimate con cinque appuntamenti distribuiti tra maggio e settembre, ha utilizzato come sede all'aperto la Piazzetta del Torchio in Piazza Castello 4, prevedendo lo spostamento degli incontri nel Salone del Torchio in caso di maltempo; l'ingresso era gratuito con prenotazione obbligatoria. Sempre nel 2026, l'evento «Vinile al Castello» ha invece occupato la Sala Civica del Torchio con una mostra sui dischi registrati a Carimate tra il 1977 e il 1987, definendo un utilizzo dello spazio interno orientato alle esposizioni temporanee, in parallelo alle rassegne ospitate all'aperto.

Il Torchio come centro culturale conserva dunque una funzione autonoma. L'uso civico distingue il fabbricato dal blocco principale, oggi destinato alla ricettività e agli eventi, dove si trovano la Sala Nobili e la Sala Merlate. Il recupero del Torchio appartiene così al quadro storico del territorio di Carimate: un edificio nato per il lavoro agricolo continua a essere utilizzato, ma per attività completamente diverse.

Domande frequenti

Dove si trova Il Torchio rispetto al Castello di Carimate?

Sorge in Piazza Castello 4, di fronte al corpo di fabbrica principale del castello, dal quale rimane strutturalmente separato.

Qual era la funzione originaria dell'edificio?

Fu costruito nell'Ottocento per ospitare le scuderie della proprietà, insieme alle stalle e ai locali di servizio necessari alla tenuta.

Da dove deriva il nome Il Torchio?

Dal torchio per la pigiatura dell'uva che un tempo si trovava sotto i portici dell'edificio.

Quali attività si svolgevano sotto i portici?

Oltre alla pigiatura dell'uva, gli spazi coperti ospitavano botteghe e officine meccaniche al servizio dell'azienda agricola.

Fino a quando rimase attiva l'azienda agricola?

L'azienda agricola della proprietà ebbe sede nel complesso fino agli anni Sessanta del Novecento.

Che cosa accadde alla proprietà nel 1955?

La baronessa Arnaboldi cedette il castello e il parco alla Società Generale Immobiliare di Roma, avviando la trasformazione dell'area.

Come cambiarono i terreni della tenuta?

Il progetto interessò sessanta ettari di bosco e comprendeva circa quattrocento ville e il campo da golf fondato nel 1962.

In quali condizioni si trovava prima del recupero?

Dopo la fine dell'uso agricolo e la mancata manutenzione, l'edificio si deteriorò fino a essere descritto come un rudere.

Chi promosse il recupero dell'edificio?

Carlo Orlandini si interessò all'intervento, che fu portato a termine con il coinvolgimento della comunità di Carimate.

Quando fu inaugurato come centro civico?

Il 1° maggio 1982. Oggi il salone civico ospita consigli comunali, mostre e concerti, mentre gli spazi esterni accolgono eventi pubblici.