Castello di Carimate Dossier storico · MCCCXLV
Rilievo degli ambienti

Le sale storiche del Castello di Carimate: Sala Nobili e Sala Merlate

Le sale del castello · architettura interna

All'interno del blocco principale del Castello di Carimate, oltre il cortile raggiungibile tramite il ponte levatoio, si aprono ambienti che portano ancora oggi i nomi delle famiglie e delle funzioni che li caratterizzarono nei secoli. Le sale storiche qui descritte, la Sala Merlate del Castello di Carimate e la Sala Nobili del Castello di Carimate, restano tra gli ambienti interni più riconoscibili del complesso. Sala Nobili e Sala Merlate mostrano così, su scala interna, la compresenza di rappresentanza e difesa che caratterizza l'architettura del castello.

La merlatura del Castello di Carimate, elemento difensivo che dà il nome a Sala Merlate
Foto: Jeannette Muller, CC BY-SA 4.0 – ridimensionata.

Sala Nobili

Il nome Sala Nobili richiama la funzione originaria dell'ambiente come spazio di rappresentanza, destinato ad accogliere ospiti di rango durante i periodi in cui il castello fu residenza signorile piuttosto che semplice presidio difensivo. È in ambienti di questo tipo (ampi, illuminati dalle caratteristiche finestre bifore del piano nobile) che si svolgeva la vita di corte delle famiglie che si succedettero nella proprietà del castello, dai Visconti agli Aicardi.

La collocazione al piano nobile, tipica dell'architettura signorile lombarda tra Tre e Quattrocento, separava fisicamente gli spazi di rappresentanza da quelli di servizio, riservati ai piani inferiori o ai corpi di fabbrica minori attorno al cortile. Questa distinzione è ancora leggibile nella pianta del complesso e riflette la sua trasformazione da presidio a residenza dinastica.

Sala Merlate

Sala Merlate prende il nome dalla merlatura, l'elemento architettonico difensivo che corona ancora oggi parte del perimetro del castello. I merli, tipici dell'architettura castellana medievale, offrivano riparo ai difensori dalle frecce nemiche ed erano un elemento imprescindibile in qualsiasi fortificazione del periodo, una funzione che qui è rimasta visibile anche dopo che il castello aveva ormai perso il proprio ruolo puramente militare.

L'ambiente si trova in prossimità del tratto di cinta più direttamente legato a questa funzione difensiva, ed è per questo che il nome è rimasto associato allo spazio interno corrispondente. È un promemoria diretto di come il Castello di Carimate, pur essendo stato trasformato in residenza di caccia e villeggiatura già a partire dal 1345, non abbia mai perso del tutto la propria origine come punto strategico sulla via tra Milano e Como.

Quanto della merlatura è medievale

Il nome della sala pone però una questione di datazione che conviene esplicitare, perché riguarda buona parte di ciò che si attribuisce spontaneamente al Medioevo guardando il castello. Il profilo attuale del complesso deve molto al restauro del 1874, diretto dall'architetto Ercole Balossi Merlo: in quel cantiere l'altezza della torre di sinistra fu quasi raddoppiata, e il fronte verso il paese assunse la fisionomia che si riconosce ancora oggi. I merli sono quindi reali nella sostanza ma in gran parte ottocenteschi nella forma, e nel 1874 servivano a rendere leggibile il carattere medievale dell'edificio, non a difenderlo.

La distinzione non toglie nulla al nome della sala: registra semplicemente che l'elemento da cui deriva ha una storia in due tempi. Nel cantiere ottocentesco torre e merlatura furono ridisegnate per rendere immediatamente leggibile il carattere medievale dell'edificio; Sala Nobili e Sala Merlate conservano perciò due idee diverse di castello, una residenziale e una difensiva.

Prima la residenza, poi le difese

Prese insieme, le due sale conservano anche la traccia di una sequenza controintuitiva. L'impianto voluto da Luchino I Visconti nel 1345 nacque come residenza per la caccia e la villeggiatura, sul sedime di una struttura difensiva attestata dal 1149 e rasa al suolo nei conflitti fra Como e Milano. Fossato e ponte levatoio non facevano parte di quel progetto: le prime fortificazioni di peso arrivarono sotto Bernabò Visconti, e lo scavo del fossato perimetrale con il relativo ponte levatoio risale a Caterina Visconti, una quarantina d'anni più tardi. Nel 1380 Bernabò cedette il castello alla moglie Beatrice Regina della Scala, e fra i due momenti di cantiere il complesso risulta anche, per un intervallo, in mano ai Malabarba, prima di rientrare nella disponibilità dei signori di Milano: le difese che oggi danno all'edificio l'aria di una fortezza furono quindi decise da persone diverse in decenni diversi.

Ne segue che un castello concepito unicamente come fortezza non avrebbe avuto ragione di dotarsi di un piano nobile con bifore e sale di rappresentanza di questo rilievo, e che una residenza di villeggiatura priva di vocazione militare non avrebbe avuto merli lungo la cinta. Carimate presenta entrambe le cose perché attraversò entrambe le condizioni, in quell'ordine. Il passaggio dal presidio alla residenza precedette infatti l'aggiunta del fossato e del ponte levatoio. Questa successione è uno dei nodi in cui le trasformazioni dinastiche e architettoniche del castello risultano inseparabili.

Le finestre bifore del piano nobile

Tra gli elementi architettonici più riconoscibili del piano nobile del castello vi sono le finestre bifore, divise al centro da una colonnina o pilastrino in pietra, tipiche dell'architettura signorile lombarda tra Trecento e Quattrocento. Questo tipo di apertura, diffuso in numerose residenze e palazzi dell'epoca, rispondeva sia a un'esigenza estetica (alleggerire visivamente la muratura degli ambienti di rappresentanza) sia a un'esigenza pratica di illuminazione, in contrasto con le più strette e difensive aperture dei piani inferiori o dei corpi di fabbrica a funzione militare. La presenza di questo elemento in Sala Nobili è coerente con la funzione di rappresentanza che il nome stesso dell'ambiente suggerisce.

Le sale storiche nel contesto dell'architettura signorile lombarda

La coppia di ambienti di rappresentanza affiancati a elementi di origine più marcatamente difensiva, come nel caso di Sala Nobili e Sala Merlate, è una configurazione ricorrente nei castelli lombardi trasformati in residenze signorili tra il Trecento e il Quattrocento. Con il progressivo attenuarsi delle esigenze militari, molte fortificazioni della regione videro convertire parte dei propri ambienti interni, un tempo destinati alla difesa o al presidio, in spazi di rappresentanza, senza tuttavia rinunciare del tutto agli elementi architettonici che ne ricordavano l'origine, come appunto la merlatura che dà il nome a una delle due sale.

L'uso attuale degli ambienti

Oggi Sala Nobili e Sala Merlate fanno parte degli spazi interni della struttura ricettiva che occupa il castello, utilizzati per eventi e ospitalità secondo le modalità stabilite dall'attuale gestione. La funzione contemporanea non cancella, tuttavia, la stratificazione architettonica descritta in questa pagina: i nomi stessi degli ambienti restano un rimando diretto alla loro origine storica, distinta dalla funzione ricettiva attuale della struttura. Le sale storiche, in questo senso, restano un documento architettonico a sé, distinto dall'uso ricettivo contemporaneo del castello.

Un impianto ancora leggibile

Sala Nobili e Sala Merlate rappresentano due facce della stessa storia: quella di un edificio nato per la difesa e trasformato, nei secoli, in luogo di rappresentanza. Le due sale, insieme al corpo di fabbrica de Il Torchio sul lato opposto del cortile, documentano la separazione tra la residenza signorile e gli spazi destinati al lavoro della tenuta. Le sale storiche restano, insieme a Il Torchio, il modo più diretto per leggere la stratificazione architettonica del complesso: la Sala Merlate del Castello di Carimate racconta il lato difensivo, la Sala Nobili del Castello di Carimate quello di rappresentanza.

Domande frequenti

Perché si chiama Sala Nobili?

Il nome richiama la funzione originaria dell'ambiente come spazio di rappresentanza, collocato al piano nobile e destinato ad accogliere ospiti di rango nei periodi in cui il castello fu residenza signorile.

Da cosa deriva il nome Sala Merlate?

Deriva dalla merlatura, l'elemento architettonico difensivo che corona ancora oggi parte del perimetro del castello e che è tipico dell'architettura castellana medievale.

A quali famiglie è legata la Sala Nobili?

La vita di corte che si svolgeva in questi ambienti di rappresentanza è legata alle famiglie che si succedettero nella proprietà del castello, dai Visconti agli Aicardi.

Che cosa sono le finestre bifore del piano nobile?

Sono aperture divise al centro da una colonnina o pilastrino in pietra, tipiche dell'architettura signorile lombarda tra Trecento e Quattrocento, presenti in Sala Nobili in coerenza con la sua funzione di rappresentanza.

Che funzione avevano i merli del castello?

I merli offrivano riparo ai difensori dalle frecce nemiche ed erano un elemento imprescindibile in qualsiasi fortificazione del periodo, una funzione rimasta visibile anche dopo che il castello perse il proprio ruolo puramente militare.

Perché il piano nobile separava gli spazi di rappresentanza da quelli di servizio?

La collocazione al piano nobile, tipica dell'architettura signorile lombarda tra Tre e Quattrocento, separava fisicamente gli spazi di rappresentanza da quelli di servizio, riservati ai piani inferiori o ai corpi di fabbrica minori attorno al cortile.

Le due sale sono collegate ad altri ambienti del complesso?

Si affacciano sullo stesso cortile del corpo di fabbrica de Il Torchio, collocato sul lato opposto rispetto al blocco principale del castello.

Le sale storiche sono visitabili?

L'accesso agli ambienti dipende dall'attuale gestione ricettiva del castello.

Qual è l'uso attuale di Sala Nobili e Sala Merlate?

Oggi fanno parte degli spazi interni della struttura ricettiva che occupa il castello, utilizzati per eventi e ospitalità secondo le modalità stabilite dall'attuale gestione.

Perché la Sala Merlate conserva un carattere difensivo pur essendo il castello una residenza?

L'ambiente si trova in prossimità del tratto di cinta più legato alla funzione difensiva, e ricorda come il castello, pur trasformato in residenza di caccia e villeggiatura dal 1345, non abbia mai perso del tutto la propria origine come punto strategico sulla via tra Milano e Como.